I Signori della pasta vanno alla guerra

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prima puntata

La paura è sul volto di tutti. Il tremore delle mani crea una brezza cupa. Le spalle curve dei lavoratori dei campi. Il silenzio degli uomini del commercio. la notizia corre di bocca in bocca: “gli industriali della pasta sono sul piede di guerra”. Hanno sferrato il primo attacco: “hanno scritto al presidente del consiglio Paolo Gentiloni”. “ma si riservano ulteriori azioni” avverte minaccioso il Corriere della Sera. Proprio una guerra!? Tra stupore e incredulità. Stentiamo a crederlo. Sembra che tutto questo casino sia colpa di quel bell’imbusto del ministro dell’agricoltura (Martina) che in pieno ferragosto, in combutta con quel giovinastro ministro dello sviluppo (Calenda) ha decretato niente popò di meno che sull’etichetta degli spaghetti ci deve essere scritto da dove proviene la farina e dove è stata fatta la pasta. Ma di questo passo dove si va a finire? Possibile che bisogna dire tutte queste cose al consumatore? Ma è la fine del mondo, avrà pensato Barilla e gli ha fatto eco quel brav’uomo di De Cecco. Mentre aspettano la risposta di Gentiloni.

seconda puntata

il primo ministro è stra-occupato. e allora ci pensa il Martina a rispondere ai Signori della pasta: il decreto “è una scelta di grande valore strategico per tutto l’agroalimentare italiano”. (ammazza che schiaffone! ndr). e se non bastasse: “risponde alla volontà di dare massima trasparenza delle informazioni al consumatore”. ma il punto è proprio questo perchè i Signori della pasta sul valore strategico non hanno problemi, per loro la strategia è come un piatto di spaghetti, si può fare in tanti modi, quello che gli risulta indigesto è il consumatore che vuole sapere. pare che barilla parlando con de cecco abbia esclamato: “ma lo sa il ministro che la verità è rivoluzionaria, e lui potrebbe perdere il posto!!!!”. il seguito alla prossima puntata.

Su di me

Giampaolo Sodano

Giampaolo Sodano

Mastro Oleario. Responsabile Campi e Coltivazioni. Direttore di AIFO Associazione Italiana Frantoiani Oleari. Manager. Giornalista.

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