Ristoranti dell’estate

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CITTAMANI (Milano)

Locale gradevole. Arredo minimalista di buon gusto. Luci morbide, grandi specchi e un buon servizio. Abbiamo assaggiato sette piatti: sei small plates e un piatto di manzo e riso mix di sapori nostrani e di gusti indiani. Una leggera e fresca birra Indiana e un cestino di pane naan croccante hanno fatto da entre. Segnalato nel menù come streetfood di Delhi il pane fritto non è un piatto da cena e il pollo cotto nel tandoori non ci è piaciuto affatto. Così come gli anellini di calamari. Meglio i tikka di salmone e buono il poori di piselli e zenzero. Il piatto migliore è stato il biryani. La gentilezza e la professionalità di Giancarlo ci ha reso la cena piacevole.

SEA FRONT PASTA BAR (Napoli)

La pasta Di Martino di Gragnano e lo stile Dolce e Gabbana ci sono noti da sempre. Quando è nata l’accoppiata ci è piaciuta molto. La scoperta del negozio a piazza municipio con le sue eleganti e gentili commesse è stata una sorpresa. E le scatole di alluminio sono diventate il nostro oggetto-regalo agli amici più cari. Ma il pasta bar ci ha fatto passare un’ora di felicità! Come ci capita a casa nostra quando ci prepariamo un piatto di pacchetti del Pastificio dei Campi.

GEORGEOUS (Monterosi)

un menù ricco ma non banale, prodotti di qualità, servizio impeccabile, piatti gustosi e profumati. un difetto: i tavoli sono piccoli. la cena con amici resa molto piacevole da un antipasto di pinsa ai porcini freschi della zona, tortino di melanzane, burrata e alici. tutto squisito. una pasta fatta in casa con acqua e farina condita con una fonduta di pecorino, pepe, tartufo e torlo d’uovo cotto a bassa temperatura. semplicemente straordinario. per concludere un buon gelato artigianale di torre alfina e uno splendito bicchiere di ca del bosco franciacorta millesimato. quando si dice una buona cena con un buon rapporto qualità-prezzo.

ACQUA E SALE (Sorrento)

antonino esposito fa la pizza come nella migliore e più rigorosa tradizione napoletana: un lievito madre a lievitazione naturale, un pomodoro san marzano e un fior di latte di buona consistenza, un eccellente olio extravergine e una cottura che disegna un cornicione di tutto rispetto. in forma tonda ma, se si vuole, anche di frusta oppure fritta. molto buono il piatto che ha vinto il trofeo Heinz Beck 2018: guanciotti farciti con ricotta di bufala su coulisse di datterini rossi e gialli, alici di Cetara, crumble salato di Agerola, scaglie di caciotta e basilico. antipasto di fiori di zucca in tempura con ricotta e melanzane. e per finire le perline di pizza, un dolce delizioso.

PORTO VECCHIO (Ventotene)

Dopo una traversata a vela e uno straordinario bagno nelle acque trasparenti e profumate di questa isola piena di storia mangiare bene è quasi una logica conseguenza. E infatti basta ormeggiare nel porto romano e sedersi al primo tavolo libero del ristorante sulla banchina per essere invitato dal giovane Vincenzo, un aspirante maitre che avrà successo, a scegliere un piatto del gustoso menù di pesce. Una insalata di razza, un pacchero al ragù di ricciola e una pezzogna sulla brace. Niente di straordinario, ma buono, sano e nutriente come “serve” al navigante. Buon vento!

ACQUAPAZZA (Cetara)

Un locale molto curato, un buon servizio. Ho scelto di mangiare come antipasto una scarola cotta in padella e per primo gli ziti con la genovese di tonno. Sono rimasto deluso: conosco bene i sapori di questi due piatti e quelli che mi sono stati serviti non erano all’altezza. Buoni invece i gnocchetti che ha degustato Fabrizia.

AL CONVENTO (Cetara)

Con due calici di un buon Greco di Tufo abbiamo degustato il Reale di alici e cioè alici di Calabria e Sicilia al confronto con le alici di Cetara servite con Pane tostato, burro, olio con peperoncino, pesto cetarese di basilico. E la degustazione continua con alici ripiene di provola secondo la tradizione delle donne di Cetara, alici alla scapece, marinate e per finire in deliziose polpette. E si arriva alla parmigiana di melanzane, un cibo di cui sono considerato fin dalla giovane età un esperto alla corte del Re. Mi informo dallo chef Pasquale Torrente come sono state fritte le melanzane e avuto una corretta descrizione ho affrontato il piatto: una piacevole sorpresa, la parmigiana risentiva della influenza della ricetta cilentana ma, ancora una volta, con l’originale apporto del sapore delle alici. A questo punto ci voleva una conclusione di tutto rispetto: la genovese di tonno. Non ci sono parole, semplicemente straordinaria.

RESTAURANT K (San Marco di Castellabate)

K è una certezza: un cibo buono e sano. Imma ha fatto un nuovo menù. E malgrado i capricci della piccola Mia conduce con piglio e cortesia la nuova brigata di giovanissime indiane che accolgono gli ospiti con un generoso sorriso. Un antipasto di verdure dell’orto oppure alici pescate nel mare del Cilento. Eccezionale: ostriche meravigliose fuori menù. Primi piatti da sbattere la testa per l’imbarazzo della scelta salvo che Imma non ti proponga il piatto del giorno, vermicelli con bottarga di tonno e fiori di zucca. Speciali! A noi il secondo interessa poco ma non abbiamo potuto resistere ad un assaggio di prosciutto di tonno. Per finire, al posto del dessert, abbiamo goduto di una deliziosa mostra di Alberi da Viaggio opere della pittrice Antonella Fonzi.

LA CAMBUSA (Maratea)

La guida è Nikita. La famiglia è quella di Vit. E noi al seguito. Una frittura per entre’ e poi ci siamo affogati nella pasta: uno spaghetto con pesce spada e crema di zucchine, paccheri con un sugo di cicala o con l’astice. E non si può dimenticare la loro specialità con il baccalà o la cernia al forno, ma più di tutto il polipo arrostito su un letto di zucchine. Dolce: bocconotto scomposto e crema chantilly con l’albicocca.

ZA MARIUCCIA (Maratea)

Una piacevole e professionale accoglienza. Un menù con molti tipici piatti di pesce. Polipetti affogati per antipasto o come secondo che non si trovano altrove. Una pasta di ottima qualità: spaghetti con le vongole e per finire dolce e gelati. Il solito noto famoso panorama del porto che sembra di ammirare sempre per la prima volta. Grazie Domenico.

INDACO (Lacco Ameno)

Una coppia di amici straordinari, un’isola verde e vivace, uno chef stellato giovane e brillante, la cornice eccellente di un grande albergo ci hanno regalato una serata indimenticabile. Il palato ha potuto provare il piacere di uno “strano” risotto di cui non vogliamo rivelare la “formula sapiente” per lasciare a chi vorrà seguire il nostro esempio il gusto e il piacere della sorpresa e della scoperta. Tutto merito di Antonella e Salvatore.

CASA COLONICA AL NEGOMBO (Lacco Ameno)

Al Negombo ci siamo sempre andati per la bellezza del luogo e per dare un tocco di benessere al nostro corpo. Non avevamo mai superato il confine di quel territorio in cui si passa da una piscina ad un’altra e da una bruschetta a un frullato. Ma questo agosto ha segnato una svolta: la casa colonica di Jack. La scoperta del cibo “di una volta” fatto di antichi sapori, di una cucina vivace dei suoi profumi e dei colori tipici di questa isola del Sud. E di una accoglienza che subito diventa amicizia. Un sentimento e un piacere che ci obbligano a tornare. Presto.

 

 

Su di me

Giampaolo Sodano

Giampaolo Sodano

Artigiano. Mastro Oleario. Manager. Giornalista.

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