Un sindaco per amico

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A leggere la prima pagina del programma di Vittorio Sgarbi, candidato sindaco alla prossime elezioni amministrative nel Comune di Sutri, il cuore di un cittadino ospite di questa terra straordinaria, quale sono io, si riempie di gioia. Titolo: “Il paradiso di Sutri” Capitale della Tuscia.

Primo obiettivo del futuro sindaco, il decoro della città. Qualcuno potrebbe dire che siamo difronte al solito elenco di promesse, il frutto avvelenato di una propaganda menzognera, una delle tante fanfaronate dell’eclettico professore. Ma chi come me conosce Vittorio Sgarbi da oltre 25 anni sul suo impegno a “governare” bene la Città ci può giurare. E lo dimostrano le azioni e le priorità che sono indicate nel programma: decoro, archeologia, patrimonio, cultura. Poi tutto il resto fino all’ultima pagina e al capitolo finale, la comunicazione: “l’entrata nella Tuscia sulla Via Cassia all’altezza del campo di Golf Nazionale, con aree verdi di fiori e acqua che segnano l’arrivo nella città di Sutri”, segnalando questo confine negli aeroporti di Roma. In definitiva una serie di azioni e di obiettivi strettamente connessi con la storia e la realtà di un territorio di straordinaria bellezza, poco conosciuto e poco valorizzato, e forse proprio per questa ragione ancora per molte parti integro. Basti pensare ai borghi antichi e alla proposta di un Parco della Tuscia o i programmi culturali e artistici nel Palazzo Doebbing, al fascino del suo paesaggio e alle eccellenze della sua produzione agroalimentare a cui il programma dedica una particolare attenzione.

Nel presentare questi impegni e la squadra di candidati consiglieri della sua lista Vittorio ha voluto definire nei particolari la qualità del suo personale impegno come amministratore della Città: non starò seduto dietro una scrivania nel palazzo comunale, ha detto con il noto linguaggio ruvido, perché Sutri ha bisogno di un Sindaco che vada in giro per il mondo per portare il mondo a Sutri. Perché la Tuscia non può essere come il Chianti, si è domandato, o come il Salento. Cosa gli manca? Si è chiesto. E la risposta è il suo “Rinascimento” fatto di progetti concreti e possibili, con una missione che supera i limiti angusti del campanilismo per restituire con ai cittadini la bellezza della loro Città e “a Sutri il posto che merita nella storia”.

Sentendolo parlare ho pensato alle centinaia di pellegrini che ogni giorno attraversano la Tuscia percorrendo la Via Francigena senza mai trovare un punto di ristoro, una panchina su cui sedersi e una strada ben tenuta e curata. E allora voglio rivolgere un appello all’amico Sgarbi: prima di traversare l’Atlantico e portare Sutri dall’altra parte del mondo assicurati che quando gli stranieri accoglieranno il tuo invito e arriveranno di fronte all’entrata nella Tuscia non trovino lo scempio di un territorio violato.

Su di me

Giampaolo Sodano

Giampaolo Sodano

Artigiano. Mastro Oleario. Manager. Giornalista.

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