Per non dimenticare

Craxi

Sabato 18 settembre 1993 [Corriere della Sera 19/9/1993]: «Milano – L’“Ottobre rosso” di Mani pulite scatta con due settimane di anticipo. Ieri sera i carabinieri hanno arrestato a Roma Marco Fredda, responsabile del settore immobili del Pds. Ma un altro mandato di cattura è stato firmato anche per Primo Greganti, l’ex tesoriere del Pci torinese che ha già trascorso tre mesi a San Vittore. Nuovi provvedimenti potrebbero partire a breve contro esponenti politici di Botteghe Oscure: nel mirino il senatore Marcello Stefanini, segretario amministrativo del Pds. E non si escludono altri sviluppi ancora più clamorosi. L’offensiva è frutto di settimane di lavoro da parte del pm Tiziana Parenti, affiancata per l’occasione da Antonio Di Pietro e Paolo Ielo. A determinare le nuove accuse soprattutto la deposizione dell’imprenditore Bruno Binasco, che ha parlato di un finanziamento illecito di 400 milioni al Pds nel 1991 chiamando in causa Greganti, Fredda e Stefanini»

Sono trascorsi 25 anni. Sarà venuto il momento di domandarci, e di chiedere ai magistrati che indagavano, come mai per la dc e il psi i segretari politici, Arnaldo Forlani e Bettino Craxi, non potevano non sapere dei finanziamenti illegali ai loro partiti e questa stessa accusa non fu fatta valere per il segretario del pci/pds Achille Occhetto. Una spiegazione esiste e vale anche per i grandi industriali italiani, per esempio Gianni Agnelli e Cesare Romiti, chiamati in causa dai loro più diretti collaboratori e che tuttavia i magistrati inquirenti ritennero non sapessero. A questa conclusione giunsero quanto si scontrarono con strutture organizzative complesse, organizzate in modo che la circolazione del denaro non sfiorasse mai il vertice decisionale: basti pensare alla fuga di Giulio Seniga, segretario di Togliatti, con tutta la cassa in contanti del PCI ed al silenzio  imbarazzato del partito sulla vicenda nel timore che qualcuno si chiedesse come mai erano nella disponibilità del segretario del partito denari che l’organizzazione interna escludeva ufficialmente tenesse in cassaforte. DC e PSI non ebbero queste accortezze: per essi le tangenti erano funzionali alla politica, non strutturali al partito, come avveniva per il PCI che fino a quando non ebbe di fatto leve di governo poteva contare solo sui rubli importati clandestinamente. Fu facile quando iniziò tangentopoli per il PCI/PDS consegnare ai magistrati le vittime sacrificali predisposte insieme con il recupero dei quattro denari  a loro riconducibili: DC e PSI non poterono fare altrimenti perchè  i lori segretari non avevano la stessa blindatura organizzata. Non furono cioè in grado di indicare uomini e denari per garantire di essere incriminati e finì come finì. Oggi i partiti hanno imparata la lezione e si schermano con le fondazioni: tutto sta nell’avere buoni maestri…..

 

Su di me

Giampaolo Sodano

Giampaolo Sodano

Artigiano. Mastro Oleario. Manager. Giornalista.

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