E’ un governo o una farsa?

Belen-Rodriguez-Mi-piacciono-gli-occhi-azzurri-di-Matteo-Renzi_h_partb

Era una calda giornata di agosto, Mario Pacelli e Giampaolo Sodano avevano deciso di fare una pausa nella loro attività di “censori” delle attività di governo su “Moondo”, ma le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che si era autodefinito “Avvocato del Popolo”, erano subito apparse stupefacenti: sembravano la sceneggiatura di una farsa dove il marito tradito viene portato a conoscenza del fatto da un amico che per rendergli più lieve il colpo gli parla invece che di corna di lievi protuberanze frontali. Così Pacelli  e Sodano si sono messi al computer e hanno scritto la nota che segue e che ora ARTISAN POST ha deciso di pubblicare perché è passato un mese ma i problemi sono sempre gli stessi:

Conte nelle sue dichiarazioni si è preoccupato, da fedele portavoce dei suoi due Vice Presidenti, di far sapere agli italiani che il governo terrà fede alle sue promesse: avranno la flat tax, il reddito di cittadinanza, la riforma delle pensioni, oltre alle tante altre belle cose, compresa la permanenza dell’Italia nell’Unione Europea, nel rispetto dei vincoli di bilancio. Conte afferma tutto questo e, come avrebbe detto Shakespeare, è uomo d’onore: gli italiani avranno (forse) tutto quanto da lui indicato. Come Antonio, nella sua celebre orazione davanti al corpo di Cesare, Conte dissimula abilmente la verità: quelle da lui indicate come grandi conquiste sono in realtà altrettanti scatoloni che contengono nulla o quasi di quanto indicato in etichetta.

La famosa flat tax con due sole aliquote al 15% e 20% riguarderà solo piccole e medie industrie e professionisti. Estendendo la platea dei beneficiari di norme già emanate dai precedenti governi: molto difficile è una lieve diminuzione delle aliquote per tuti gli altri contribuenti. Il reddito di cittadinanza assorbirà alcune forme di cassa integrazione, l’attuale reddito di inclusione e qualche altro beneficio (tipo i famosi 80 euro per i percettori di redditi più bassi, ma su questo c’è ancora incertezza). La riforma delle pensioni modificherà leggermente i requisiti per il collocamento in quiescenza. Per le pensioni d’oro c’è un disegno di legge, presentato in Senato dai 5Stelle, che tende a colpire tutti coloro che profittando di norme particolari sono andati in pensione ancora giovani, con un trattamento pensionistico molto errato, soluzione questa che non soddisfa la Lega che preferisce un contributo di solidarietà. Ancora una volta siamo al dilettantismo politico più puro, senza vergogna, come quella di non essersi resi conto della impraticabilità della ricostruzione dei contributi versati, in quanto iscritti nel bilancio dello Stato, per i dipendenti pubblici, solo a partire dalla Legge di riforma del sistema pensionistico.

Discorso a parte merita la permanenza dell’Italia nell’Unione Europea, problema sul quale i due movimenti alleati di governo sembrano avere idee diverse, con la conseguenza che lo spread sui titoli del debito pubblico italiano continua a salire. Molto più complessa è la questione del rispetto dei vincoli di bilancio: Di Maio ha ripetuto più volte di non ritenere un ostacolo per le misure che il Governo intende approvare l’art. 81 della Costituzione che impone per ogni aumento di spesa l’indicazione delle relative fonti di copertura. E’ chiaro che sia 5Stelle che Lega intendono far approvare in Parlamento misure in contrasto con disposto costituzionale, superando con eventuali emendamenti il contrario avviso del Ministro dell’Economia, che sembra intenzionato seriamente a difendere le sue prerogative in materia. Se questo accadesse al Ministro dell’Economia non resterebbe altra via che quella delle dimissioni, fatto che difficilmente farebbe desistere dai loro propositi i dichiaranti. Non resterebbe altra strada che il rinvio alle due camere da parte del Presidente Mattarella del testo approvato dalle due camere, rifiutandone la firma. Il gesto varrebbe teoricamente non molto, in quanto le due camere, a maggioranza qualificata, potrebbero nuovamente approvarlo ed il Presidente della Repubblica dovrebbe questa volta necessariamente promulgare la Legge. E’ chiaro però che a questo punto il Paese sarebbe in fondo al baratro, con i titoli di Stato apprezzati dai mercati finanziari meno della carta con cui sono stampati.

Di Maio e Salvini, malgrado sappiano bene tutto questo continuano imperterriti a fare promesse. Salvini, finita la grande messa in scena degli immigrati e degli zingari, prepara il pacchetto sicurezza, disegno di legge preannunciato per settembre, con l’uso delle armi per autodifesa, le nuove norme per le auto circolanti con targa straniera, maggiori poteri per le forze di polizia: forse ci sarà anche l’istituzione dello “sceriffo di villaggio”. Di Maio sta affilando le armi per il futuro dell’Ilva: il pezzo forte sarà la denuncia degli errori e degli abusi dei precedenti governi, ma quanto a progetti alternativi nulla di nulla, se non la garanzia che sulla questione sta lavorando anche mentre gli italiani sono in vacanza.

Intanto Conte, Presidente ombra, vola negli Stati Uniti, assume impegni come quelli del gasdotto che dovrebbe avere un terminale italiano in Puglia, che vanno al di la di impegni precisi contenuti nell’accordo di governo e festeggi a il suo 51° compleanno (beato lui) mostrandosi ottimista sulla possibilità di mantenere a lungo un posticino molto faticosamente conquistato: forse è un po’ troppo speranzoso. Gli studenti dell’Università di Firenze attendono con ansia il suo ritorno per sapere dove bisogna inviare la domanda per divenire Avvocato del Popolo e quali ristoranti fiorentini occorra frequentare per tentare di mettersi in vetrina, senza stare troppo a guardare l’abito da indossare.

Illusioni, propaganda elettorale, ricerca del consenso illudendo i lettori, ancora sotto l’ipnosi del 4 marzo sostituiscono l’attività propria di ogni governo: la battaglia contro di esso è non già sul piano politico, dal momento che esso di politico, nel senso più normale della parola, non ha niente, ma su quello della dimostrazione fatto per fatto, atto per atto, della non veridicità delle sue promesse, tutte di stampo elettoralistico. Può definirsi politico un governo il cui Ministro dell’Interno candidamente afferma di aver preso solo ora visione della carta di identità elettronica, o un Ministro della Sanità che intende modificare con una sua circolare il termine di scadenza per le autocertificazioni delle vaccinazioni stabilito per legge. E con come se un Ministro della Giustizia che apostrofa i Senatori come “circolo di perditempo” perché rei di avergli chiesto chiarimenti circa i suoi rapporti con l’avvocato Lanzalone, inquisito a Roma per diversi reati? Sarà l’ironia ed il sarcasmo, come annota Giuliano Ferrara su Il Foglio del 10 agosto u.s., insieme ad una nuova “energia spirituale” a sconfiggere questo governo, come andiamo anche noi sostenendo sulle pagine del giornale online Moondo (www.moondo.info), rimasto con Il Foglio tra i pochi mezzi di informazione decisamente contrari al governo, mentre la grande stampa cerca di accreditarsi (con qualche successo) come interlocutore necessario del governo gialloverde.

Le Istituzioni, almeno per ora, tengono, anche se non si sa quanto potranno farlo ancora. La procura della Repubblica di Agrigento incrimina il ministro degli interni per una lunga serie di reati, per aver sequestrato, su una nave militare italiana, un gruppo di migranti raccolti in mare quando stavano per naufragare; il ministro degli esteri fa il possibile per mostrare la sua esistenza sulla scena internazionale mentre la politica estera sembra divenuta di esclusiva competenza del ministro  Salvini, che incontra  un capo di stato straniero e con lui concerta l’attacco alle istituzioni europee: il Presidente della Repubblica, che vede costantemente violate le sue prerogative costituzionali, forse per eccesso di prudenza, tace timoroso forse che una crisi di Governo porterebbe ad  elezioni politiche dall’esito imprevedibile, quando ancora gli elettori non si sono resi conto di essere stati (e di continuare ad essere) presi in giro.

Il Governo finirà la sua corsa quando ci saranno forze politiche in grado di realizzare una nuova e diversa maggioranza parlamentare. La sua attuale inesistenza politica è stata la ragione per la quale Mattarella, al momento della formazione del Governo, si è rassegnato ad una maggioranza gialloverde nel timore che elezioni ravvicinate avrebbero peggiorato la situazione, con la convinzione che il Governo populista, con a capo l’amico del popolo, sarebbe arrivato al capolinea in tempi brevi, per la sua impossibilità ed incapacità a governare. La minaccia di messa in stato d’accusa e gli inviti telematici a dimettersi, provenienti da lontano, ma sembra con un forte “fondamento” lombardo che richiama alla mente i maghi milanesi della “democrazia telematica” ed i loro sostenitori, sono il frutto del terrore di non essere chiamati a governare per estendere quel potere la cui conquista era stata l’unica ragione di partecipazione alla lotta politica.

Se questa previsione sarà smentita dai fatti occorre seriamente preoccuparsi, specie riflettendo sul fatto che questo parlamento, con l’attuale maggioranza, dovrà eleggere il nuovo Presidente della Repubblica tra poco più di tre anni: c’è da tremare solo a pensarci. Non si può sperare ancora una volta nello stellone italico: occorre elaborare al più presto una piattaforma programmatica che guardi alla realtà e alle tensioni esistenti in una società molto provata dalla crisi economica, frastornata da mille promesse non mantenute, sempre meno fiduciosa nella sua classe politica (ed è questo forse l’aspetto più preoccupante della situazione), in una situazione internazionale che va rapidamente mutando. Tutto ciò può non essere sufficiente se non accompagnato dalla nascita di una nuova classe politica, non arrogante ma aperta al dialogo, senza rigide posizioni da difendere, senza odi e rancori derivanti dal passato, senza velleitarie fughe in avanti. Ci riusciremo? Il tempo a disposizione è poco e c’è il buio oltre la siepe.

Mario Pacelli e Giampaolo Sodano

 

 

Su di me

Artisan Post

Il mio sito

Non ci sono commenti.

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*