Nel blu dipinto di blu, con l’olio extra vergine di oliva si può osare

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Oli’n blu non è solo una bottiglia né solo design. Non è solo creatività e sensibilità, è un modo di rivedere il prodotto olio extra vergine d’oliva sul lato umano, emozionale. Quello che tocca i ricordi e l’anima

La prima domanda, davanti alla bottiglia Oli’n blu del Frantoio Tuscus, una bottiglia appositamente disegnata e realizzata per questo frantoio artigiano, è: ma è olio?

Sullo scaffale raramente emerge la sua lucentezza, bisogna prenderla in mano per apprezzarla. Allora le sfumature del colore, un blu cobalto che dovrebbe ricordare quello del bicchiere d’assaggio professionale dell’extra vergine, emerge in tutta la sua chiarezza. Mi sono trovato a fischiettare “nel blu, dipinto di blu”, ovviamente stonando clamorosamente.

Ma non stonano affatto né il colore, né il design, che assicura un’ottima presa, né i dettagli come le personalizzazioni in cima e in fondo alla bottiglia. Proprio la personalizzazione sul fondo è un piccolo tocco, molto femminile, dovuto all’estro dell’architetto Fabrizia Cusani, vera artefice di Oli’n blu e ve lo faccio raccontare da lei: “eppure c’era ancora qualcosa che mancava, ma non sapevo cosa. Poi un giorno sfogliando un libro sugli Etruschi mi ha colpita un particolare: i musici-danzatori dipinti sulle pareti nella tomba dei Leopardi nella Necropoli di Tarquinia avevano una cavigliera… Avevo trovato quel qualcosa che l’avrebbe resa speciale! Una cavigliera luccicante, un bracciale che raccoglie la luce e lo fa brillare come uno zaffiro di Ceylon.”

Ci vuole coraggio a rompere così tanto gli schemi del packaging oleario. Coraggio e un tocco di follia, perchè questa bottiglia non è fatta per essere un richiamo irresistibile a scaffale, questa bottiglia è fatta per essere toccata e accarezzata, prima di deporla nel carrello della spesa. E’ una bottiglia riflessiva, anche perchè la domanda sorge spontanea: cosa diavolo c’è dentro?

Un olio artigianale, e questo vuol dir già tanto, ovvero che non è una selezione di oli ma di olive, frante con scienza e coscienza. Vabbè, ma è buono? Io ho assaggiato il ReLaris Gran Cru, ovvero l’olio prodotto secondo il disciplinare del Consorzio Frantoi Artigiani e Piccole Imprese.  E’ sicuramente un ottimo extra vergine che si fa apprezzare per le note vegetali al naso, in particolare di carciofo ma anche cavolo nero, erba appena tagliata e mandorla dolce. E’ proprio la mandorla a farsi protagonista, in un primo momento, in bocca seguita da una serie di note vegetali che sprigionano in una piacevole piccantezza, tra il peperoncino e il pepe di Cayenna. Solo al termine si nota un accenno di amaro, giusto per non far sentire la sua mancanza.

Quella di Oli’n blu è una scommessa già vinta, perchè lancia un segnale chiaro al mondo dell’olio: si può osare.

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Alberto Grimelli

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