i soliti noti

Strane e apparenti contraddizioni in un Paese che ha smarrito la propria strada ed è ancora alla ricerca della bussola. La produzione scarseggia ma le promozioni sull’extra vergine continuano a suon di ribassi che paiono incredibili. (Sullo scaffale l’olio farchioni si può comprare a 2,38 euro, ma si raccomanda di agitarlo prima dell’uso n.d.r.).

La qualità non vende, è la sintesi di quanto ha detto il presidente di Coop Italia al recente Salone del Gusto di Torino.

“Fino al 2012 – ha detto Marco Pedroni, presidente di Coop Italia – i consumatori guardavano sì al prezzo ed alle offerte, ma sempre di più alla qualità degli alimenti, nell’ultimo biennio c’è stata un’inversione di rotta e cresce la tendenza ad accettare il compromesso tra qualità e prezzo. Non c’è altra strada che rendere più accessibile a tutti il prezzo dei prodotti fatti seguendo principi etici e nel rispetto della sicurezza alimentare”.

Impara l’arte e mettila da parte, dice un detto. Infatti Conad ha lanciato, proprio nel corso della campagna olearia, due belle promozioni che vedono protagonista l’olio extra vergine d’oliva.

Qual’è la novità?
Essenzialmente il prezzo. In ambedue i casi si tratta di offerte ben sotto la fatidica e psicologica soglia dei 2,99 euro al litro che già tanto ha fatto discutere.

L’extra vergine DeSantis viene proposto a 2,63 euro al litro. L’extra vergine Farchioni addirittura a 2,38 euro al litro.

Non mi avventuro in disquisizioni di natura commerciale. E’ noto che gli imbottigliatori sono obbligati a effettuare promozioni in perdita durante l’anno. Fa parte dei contratti con la GDO. Le due offerte in corso devono rientrare in questa categoria. Non vedo come altro sia possibile visto che il prezzo all’ingrosso più basso registrato sulle varie piazze internazionali negli ultimi sei mesi sia stato di 2,18 euro al chilo.

La domanda che mi faccio è se i punti vendita dove l’extra vergine in questione è venduto abbiano osservato le disposizioni della legge 9/2013, anche conosciuta come Salva Olio italiano.
Riportiamo quanto disposto dall’articolo 11 della suddetta legge: “Nel settore degli oli di oliva extra vergini la vendita sottocosto è soggetta a comunicazione al comune dove è ubicato l’esercizio commerciale almeno venti giorni prima dell’inizio e può essere effettuata solo una volta nel corso dell’anno. È comunque vietata la vendita sottocosto effettuata da un esercizio commerciale che, da solo o congiuntamente a quelli dello stesso gruppo di cui fa parte, detiene una quota superiore al 10 per cento della superficie di vendita complessiva esistente nel territorio della provincia dove ha sede l’esercizio.
Una disposizione che temiamo resti lettera morta, non solo perchè mancano i controlli, ma soprattutto perchè manca la sanzione in caso di violazione.

Volendo anche trascurare l’aspetto legale, resta quello etico-morale.
E’ ormai noto a tutti gli operatori, olivicoltori e frantoiani che questa è un’annata disastrosa, dove le stime vengono purtroppo sempre corrette al ribasso. Ci sarà poco olio extra vergine italiano e da settimane ormai la quotazione all’ingrosso sta salendo, non solo in Italia.

Che tipo di messaggio, invece, si trasmette con simili promozioni? Evidentemente che il prezzo per il consumatore non cambierà, che olio extra vergine a buon mercato si continuerà a trovare perchè, in ultima analisi, l’olio si fa anche dalle olive.
Buon condimento a tutti.

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Alberto Grimelli

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