Argonauti nella Noosfera

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Argonauti nella Noosfera

 Noosfera deriva dal vocabolo greco “nous” che indica la mente, l’intelletto umano, per Noosfera si intende la complessità dell’intelligenza umana sul pianeta.

Come argonauti nella noosfera vi proponiamo un viaggio, un viaggio fantastico nei nuovi spazi della conoscenza e della comunicazione. La galassia della noosfera ci vede, come argonauti post-moderni, affrontare questo viaggio alla ricerca di nuovi ambiti di condivisione in un territorio in continua e rapida trasformazione. Ci siamo lasciati dietro le spalle quel dialogo da cui è nata la stabile relazione tra mente e cuore che ci ha permesso di attraversare la nostra storia di uomini alimentandoci della conoscenza e della bellezza. Ed affrontiamo una nuova dimensione in cui tutto è da scoprire, costruire, verificare.

Quando finalmente la nave argo approda sulle coste elleniche gli argonauti si rendono conto che al termine di quell’avventura non portano con sé solo il prezioso e magico vello d’oro ma ognuno ha acquisito doni più grandi come la coscienza dell’essere e la conoscenza dell’ignoto.Toccherà anche noi avere la spregiudicata intelligenza degli argonauti, uscendo dalla rotta stabilita dalle convenienze e dalle consuetudini?

Viviamo un momento della storia per alcuni versi straordinario, per altri versi traumatica: i ritmi accelerati del cambiamento sconvolgono le strutture socioeconomiche delle nazioni e determinano situazioni critiche per milioni di persone colpite dallo “choc del futuro”.  Proprio il trauma ed il disagio nella terra degli argonauti erano thaumazein un disequilibrio che provocava una krisis, parola che per qualche strano prodigio della storia per noi indica disagio e sgomento, mentre in quelle terre era la forza che poteva indurre l’uomo a trovare la strada verso un avvenire migliore. D’altra parte le scienze cognitive che negli ultimi trenta anni sono riuscite a studiare diverse funzioni del cervello in vivo fornendo risultati non immaginabili solo pochi anni fa, descrivono la conoscenza in modo molto simile, come una sensazione cioè proveniente dall’esterno che diventa emozione, condiziona l’acquisizione di nuovo sapere che non è, di questo vi è certezza, una accumulare nuove informazioni, ma una nuova configurazione delle nuove con le esistenti in un equilibrio più avanzato che scarta ciò che non serve.

Può l’argonauta nella noosfera fare a meno di queste conoscenze?

Si tratta di nuovi saperi che stanno trasformando radicalmente il rapporto tra gli uomini, tra uomo e uomo. Ci illudemmo che riguardassero ristrette avanguardie, poi il computer è diventato il nostro secondo cervello, fonte di informazione e luogo della memoria. La comunicazione tra essi ha creato nuova intelligenza e ha distribuito conoscenza determinando una reazione a catena che sta modificando il nostro stile di vita. Abbiamo dovuto imparare a dialogare con il computer, una nuova alfabetizzazione: poi venne la rete.

La rete non è un medium, non è un surrogato di tv e giornali, non è comunicazione, è un modo di vivere. I social ne sono l’esemplificazione più evidente.

Nel secolo scorso su tutti e tutto imperava l’originalità del prodotto, dell’opera unica ed esclusiva. L’opera d’arte entrando nella fase della sua riproducibilità tecnica, perdeva l’esclusività mentre si innestava un processo che insidiava il primato del mediatore culturale sempre più insidiato dalle conoscenze diffuse della sua utenza.

I nuovi paradigmi non riguardano nuove tipologie di software ma l’incremento esponenziale del numero di utenti e la riaffermazione del web come piattaforma universale per la circolazione di contenuti. Questo è lo tsunami che sta sconvolgendo il mercato e la società nel suo complesso, il gorgo da cui prende forza il turbine, una comunità sempre più preparata, ambiziosa, pretenziosa e intraprendente che non accetta più i limiti di schemi chiusi.

La rete non è comunicazione, è relazione sociale.

La vera grande profonda inevitabile rivoluzione del nuovo millennio è la contestualità di globalizzazione e digitale, un nuovo scenario e nuovi poteri tanto forti quanto autonomi. Da Google alla Finanza.

Abbiamo voluto parlarne in pubblico, con il nostro MOONDO, e ne parleremo a Digital Day a viso aperto, da protagonisti e non da spettatori guardando al futuro. “Finora abbiamo conosciuto gli indiani delle pianure: dobbiamo ancora conoscere quelli delle montagne” dice Spencer Tracy alla fine del film “Passaggio a nordovest”, prima di intraprendere un viaggio pieno di incognite alla scoperta delle terre sulla costa del Pacifico, aldilà delle mitiche Montagne Rocciose. Anche noi dovremo esplorare le nuove frontiere della conoscenza, della comunicazione, per essere abitanti di questo mondo.

E’ il bello del digitale, ragazzi!

Su di me

Giampaolo Sodano

Giampaolo Sodano

Artigiano. Mastro Oleario. Manager. Giornalista.

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